Sette meno dieci tra America, femminismo, diritti umani, musica, libri e like

Da lunedì 13 a venerdì 17 aprile prosegue sui social la rassegna “Sette meno dieci“, coordinata e condotta da Gabriella Morelli e Pierpaolo Lala, nata dalla collaborazione tra Conversazioni sul futuro, Io non l’ho interrotta e Coolclub. Dalle 18:50 alle 20:20 in diretta sulla pagina Facebook di Conversazioni sul futuro si alterneranno ogni giorno presentazioni di libri e dischi, incontri, dibattiti su tanti argomenti e altre sorprese.

Lunedì 13 aprile per chiudere insieme la Pasquetta, passata rigorosamente in casa, appuntamento con “Questa è l’America“, titolo del recente volume del giornalista Francesco Costa, uscito per Mondadori. Il vicedirettore de Il Post, esperto di politica statunitense e più volte inviato sul campo, dal 2015 cura il progetto Da Costa a Costa, una newsletter e un podcast sugli Stati Uniti. Nel libro riflette sulle trasformazioni e sui problemi dell’America, quella vera, raccontandoci il doloroso ma inesorabile smarrimento di un paese speciale che diventa ogni giorno più normale. In compagnia del professore Daniele De Luca, docente di Storia delle relazioni internazionali dell’Università del Salento, e di altri ospiti, si parlerà anche delle primarie dei Democratici, del ritiro di Bernie Sanders e dell’appuntamento elettorale che vedrà dunque Joe Biden, già vice di Barack Obama, sfidare il presidente uscente Donald Trump. Con una domanda per tutti: l’emergenza Coronavirus influirà sul voto?

Martedì 14 aprile spazio all’incontro “Maschilismo, femminismo, sessismo” con  la sociolinguista Vera Gheno e il filosofo femminista Lorenzo Gasparrini. Il dibattito, in collaborazione con il “Laboratorio filosofico come sapere comunicativo”, curato dalla professoressa Alessandra Beccarisi, docente di Filosofia Medievale all’Università del Salento, avrà al centro i due volumi di Gheno e Gasparrini pubblicati dalla casa editrice Effequ nella collana Saggi Pop. In particolare “Femminili singolari. Il femminismo è nelle parole” di Vera Gheno, mostra in che modo una rideterminazione del femminile si possa pensare a partire dalle sue parole e da un uso consapevole di esse, vero primo passo per una pratica femminista. Tutto con l’ironia che solo una social-linguista può avere. “No. Del rifiuto, di come si subisce e di come si agisce e del suo essere un problema essenzialmente maschile” di Lorenzo Gasparrini racconta, invece, come molti uomini sono soggetti a pesanti condizionamenti sociali, e il primo e forse più pesante di tutti è quello che li illude di essere fuori da ogni condizionamento, liberi di agire e di decidere grazie al loro libero arbitrio.

Mercoledì 15 aprile si discuterà di “Covid-19 e diritti umani” con Riccardo Noury, portavoce italiano di Amnesty International, Francesca Paci, giornalista e inviata de La Stampa, Mauro Palma, Garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Erasmo Palazzotto, parlamentare e presidente Commissione d’inchiesta sulla morte di Giulio Regeni. “Le persone in tutto il mondo stanno oggi affrontando un’emergenza sanitaria senza precedenti a causa della diffusione della pandemia da Covid-19”, sottolineano da Amnesty International. “La tecnologia può e dovrebbe svolgere un ruolo importante durante questo sforzo per salvare vite umane, anche diffondendo messaggi di sanità pubblica e aumentando l’accesso all’assistenza sanitaria. Tuttavia, nel nome della lotta contro la pandemia, alcuni governi si stanno affrettando ad espandere il loro uso delle tecnologie di sorveglianza per tracciare gli spostamenti di individui e persino intere popolazioni”, è l’ammonimento. “Se lasciate incontrollate e incontrastate, queste misure hanno il potenziale per alterare radicalmente il futuro del diritto alla privacy e degli altri diritti umani”. Durante l’incontro sarà illustrata la situazione in vari paesi del mondo – tra cui l’Egitto – e in Italia, con una particolare attenzione alle carceri e alla vita dei detenuti e delle detenute.

Giovedì 16 aprile puntata dedicata alla musica con la presentazione del volume “Con il nastro Rosa. L’ultima canzone di Mogol e Battisti e la fine di un sogno” del giornalista, scrittore e conduttore radiofonico Donato Zoppo, appena pubblicato da Gm Press nella collana Songs, affiancato, in alcuni brani, da Sacha Barbato, cantante e chitarrista degli Uomini Celesti. A quarant’anni dall’uscita di “Una giornata uggiosa”, il libro – con introduzione di Paolo Morando – propone il racconto di un disco importante, dall’ultima intervista di Lucio Battisti alla popolarità postuma della canzone. A seguire la cantante Serena Spedicato e il pianista Nicola Andrioli parleranno del progetto “The Shining of Things. dedicated to David Sylvian“. Prodotto nell’estate 2019 dall’etichetta Dodicilune con il sostegno di Puglia Sounds Record, il disco – già recensito e apprezzato in Italia e all’estero – nasce dal desiderio di rileggere e sviluppare un songbook sui camei più significativi dell’immensa produzione artistica dell’artista britannico David Sylvian. In questi giorni, in collaborazione con Audiosinapsi, esce una preziosa edizione in vinile con tiratura limitata e numerata (300 copie).

Venerdì 17 aprile la seconda settimana di Sette meno dieci si concluderà con “Consenso e dissenso sui social: meme, like, bufale” con, tra gli ospiti, Bruno Mastroianni, filosofo e social media manager, Celestina Pistillo, Digital Comunicazione Rai, Simone Cosimi, giornalista e autore del volume “Per un pugno di like. Perché ai social network non piace il dissenso” (Città Nuova). Ascesa e possibile declino del pollicione che ha cambiato il mondo. Un saggio che si occupa di una questione piccola, vicina, ordinaria – quel “mettere like” che facciamo decine di volte al giorno – per mostrarne la grandezza, la serietà e gli effetti che ha sul nostro vivere in società. Non si tratta di un testo apocalittico che sfrutta lo spaesamento dato dalla rivoluzione digitale per trasformarlo in facile invettiva contro l’invasione della tecnologia delle nostre vite, ma di una riflessione che, nel ripercorrere la storia del like e i suoi meccanismi, ha come esito quello di chiamare a una maggiore responsabilità e partecipazione tutti gli utenti dei social network, e non solo.

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