Mario Desiati presenta Spatriati a Lecce

Il format “Sette meno dieci”, ideato e condotto da Gabriella Morelli e Pierpalo Lala, dopo quasi sei mesi di programmazione online si sposta “in presenza” nel Chiostro del Convitto Palmieri di Lecce per la rassegna ExtraConvitto. Sabato 5 giugno (ore 18:50 – ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria WApp 0832373576) l’ospite del primo appuntamento, in collaborazione con la Libreria Idrusa di Alessano, sarà l’autore tarantino Mario Desiati che presenterà Spatriati, nuovo romanzo appena uscito per Einaudi.

“Sette meno dieci”, promossa da Diffondiamo idee di valore, Conversazioni sul futuro, Io non l’ho interrotta e Coolclub con il sostegno della Regione Puglia nel Programma Straordinario 2020 in materia di Cultura e Spettacolo e, tramite il Teatro Pubblico Pugliese, nella programmazione Custodiamo la cultura in Puglia, proseguirà a giugno con l’inaugurazione della mostra “Vita su una gamba sola. 10 anni di guerra in Siria” dell’artista siriana Amany al-Ali (8 giugno), con la presentazione ufficiale del libro “Invasione di campo. Il gioco del calcio nel linguaggio e nel racconto della politica” di Pierpaolo Lala e Rocco Luigi Nichil, in uscita per Manni Editori (15 giugno) e con un incontro dedicato a Patrick Zaki, il giovane studente egiziano dell’Università di Bologna, in carcere da oltre un anno nel suo Paese (22 giugno). Questi appuntamenti di Sette meno dieci rientrano nel programma della rassegna Extra Convitto, promossa dal Polo Biblio-Museale della Regione Puglia a cura di Mauro Marino e dello staff della Biblioteca Bernardini, con il patrocinio della Provincia e del Comune di Lecce.

Claudia è solitaria ma sicura di sé, stravagante, si veste da uomo. Francesco è acceso e frenato da una fede dogmatica e al tempo stesso incerta. Lei lo provoca: lo sai che tua madre e mio padre sono amanti? Ma negli occhi di quel ragazzo remissivo intravede una scintilla in cui si riconosce. Da quel momento non si lasciano piú. A Claudia però la provincia sta stretta, fugge appena può, prima Londra, poi Milano e infine Berlino, la capitale europea della trasgressione; Francesco resta fermo e scava dentro di sé. Diventano adulti insieme, in un gioco simbiotico di allontanamento e rincorsa, in cui finiscono sempre per ritrovarsi. Mario Desiati mette in scena le mille complessità di una generazione irregolare, fluida, sradicata: la sua. Quella di chi oggi ha quarant’anni e non ha avuto paura di cercare lontano da casa il proprio posto nel mondo, di chi si è sentito davvero un cittadino d’Europa. Con una scrittura poetica ma urticante, capace di grande tenerezza, dopo “Candore” torna a raccontare le mille forme che può assumere il desiderio quando viene lasciato libero di manifestarsi. Senza timore di toccare le corde del romanticismo, senza pudore nell’indagare i dettagli piú ruvidi dell’istinto e dei corpi, interroga il sesso e lo rivela per quello che è: una delle tante posture inventate dagli esseri umani per cercare di essere felici. « Spatriati in dialetto martinese non ha genere, termina con la ɐ; gran parte degli aggettivi nel nostro idioma ha la schwa finale. Spatriati è proprio una parola neutra nella sua essenza, mista, contaminata, ma anche incerta, inquieta, sradicata, ma con una sua identità. Come molti di noi in questi ultimi decenni che stanno e vivono a metà di due o più mondi fisici o immaginari», spiega Desiati.

Mario Desiati è originario di Martina Franca, ha pubblicato tra gli altri: “Neppure quando è notte” (Pequod, 2003), “Vita precaria e amore eterno” (Mondadori, 2006), “Il paese delle spose infelici” (Mondadori, 2008), dal quale è stato tratto l’omonimo film diretto dal regista Pippo Mezzapesa, “Foto di classe. U uagnon se n’asciot” (Laterza, 2009), “Ternitti” (Mondadori, 2011), finalista al Premio Strega, “Il libro dell’amore proibito” (Mondadori 2013), “Mare di Zucchero” (Mondadori 2014), “La notte dell’innocenza” (Rizzoli, 2015), “Candore” (Einaudi 2016) e “Spatriati” (Einaudi 2021). È il direttore artistico del Festival “Armonia. Narrazioni in Terra d’Otranto”.